03/07/2009
Vi riporto un importante post apparso sul sito di Luigi Michetti. (I moduli per firmare sono scaricabili cliccando sul titolo):
Raccolta firme per sollecitare l'approvazione del Progetto di Legge su "Prevenzione e cura del morbo di Alzheimer"

In questi giorni l'associazione "Alzheimer Anziano Fragile" ha messo in atto un'iniziativa volta a sollecitare l'approvazione del progetto di legge, depositato al Senato il 13 maggio 2008: "Disposizioni per la prevenzione e la cura del morbo di Alzheimer e delle patologie correlate". Le firme raccolte verranno consegnate al Presidente del Senato nel mese di settembre.


L'invito che ci viene rivolto dall'associazione è quello di divulgare l'iniziativa e contribuire alla raccolta firme.

Chi vorrà, potrà utilizzare il modulo per le firme, scaricabile dal link del titolo di questo post. Il testo del disegno di legge è consultabile sul sito del Senato, anche attraverso il link, che ho riportato sopra.

Le firme raccolte nei moduli dell’associazione potranno essere inviate all’indirizzo della stessa: "Alzheimer Anziano Fragile", Via San Quintino 47 -00185- Roma.

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categoria:normative, alzheimer iniziative
03/07/2009

«La tua realtà», «nella tua situazione...».
È proprio vero allora, con me "non si può neanche parlare", e bisogna stare attenti a quel che si dice.

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categoria:pensieri, lessico
28/06/2009

Stavo riflettendo su un fatto a mio parere sottovalutato. Gran parte delle strutture che oggi ospitano anziani malati cronici sono sorte in passato con intenti benefici e con una destinazione che non teneva conto delle  successive  trasformazioni di una società a quei tempi basata sulla famiglia patriarcale. La logica degli allora benefattori-fondatori di tali istituti è un retaggio ancora ben presente ai nostri giorni, nel senso che in fondo non ci si è mai discostati più di tanto dal concetto di "cronicario per persone sole", sebbene attualmente la famiglia mononucleare  sia diventata pressochè la regola e la rete protettiva di un vasto parentado sia ormai un po' per chiunque una prospettiva irrealistica. Niente più vecchie zie nubili intorno allo stesso focolare. Niente più sciami di fratellini e cuginetti nello stesso cortile. Nonostante i progressi nel mondo del lavoro e i conseguenti cambiamenti nelle relazioni sociali, non si è mai verificato uno svecchiamento di quell'idea implicita ma fortemente presente... Quella connotazione di "luogo deputato all'accoglienza di senza famiglia". Mi chiedo se non anche a causa di sotterranei giudizi morali e moralizzatori.
«Se questi posti non ci fossero, come si farebbe?». È un commento che più di alcune volte ho sentito fare e non ho mai sottoscritto. Così come, durante gli svariati scambi di vedute che mi son capitati in questi anni, non ho mai accettato argomenti del tipo:«Una volta questi malati li tenevano a casa». Una volta. Silenziosamente, suppongo. Senza tante lamentele. Come ai tempi di mia nonna. Quando le donne partorivano nelle stalle e crescevano nidiate di bambini per non far peccato. Famiglie numerose ma non per questo serene. Non è casuale che quelli fossero gli anni di Freud. Dell'educazione repressiva. Vita dura nei campi o accudimento. I maschi più intelligenti andavano in seminario e le ragazzine al massimo potevano ambire ad un tirocinio presso una sarta. Ai tempi di mia nonna c'erano gli istituti per orfanelle. Anche l'Alzheimer c'era, certo che c'era, se lo psichiatra da cui prese il nome morì nel '15...E il malato si gestiva in soffitta oppure in manicomio. Non se ne parlava perchè probabilmente era una manifestazione del maligno... Oppure isteria, così in voga e tutta femminile secondo la mentalità dell'epoca.


«Non avevi il cesso in casa e te ne vanti con me» cantava Carboni anni fa. Viviamo tempi moderni e dovremmo ringraziare di appartenere alla generazione delle comodità. L'era dei pannoloni gratis. Perchè una volta si faceva molta più penitenza di adesso. Quando c'era il manicomio, si partoriva in stalla e mica con l'epidurale come oggi. E gli unici istituti erano quelli delle orfanelle.

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categoria:pensieri, normative, case di riposo
27/06/2009

Da ragazzina non avevo mai comprato una sua cassetta, però le sue canzoni facevano comunque parte della colonna sonora di quei miei anni giovani. Di quando stavo sui libri a preparare esami mentre mia mamma, lì a fianco, ideava e cuciva vestiti con la Singer. E la radio in sottofondo. Canzoni fine anni '80 - inizio '90 che si legavano alla nostra vita. Ne resterà il ricordo. Tenero, struggente. La nostalgia di come eravamo. Ignare del destino. Sempre con la musica del momento in sottofondo. Com'è lontana la giovinezza. Oggi lo è ancora di più.


Mi ha colpito quello che la prima ex-moglie ha dichiarato. «Lo sapeva». Il presentimento, quasi la certezza di come sarebbe finita.
Perchè in fondo al cuore lo si sa benissimo come andrà a finire.
Se male c'è stato ora non tocca più ai giudici umani decretare. E l'Infinito non può avere a che fare con le mitizzazioni ma neanche con l'inclemenza. È la misericordia di cui tutti abbiamo bisogno. Un altro dettaglio mi è rimasto impresso: il 25 é una data mariana. Niente accade casualmente, il soprannaturale parla attraverso i fatti della vita.
E credo che per aver scritto "Heal the World", del bene nella sua ci sia senz'altro stato.....

♫"There’s a place in your heart
And I know that it is love
And this place could be much
Brighter than tomorrow
And if you really try
You’ll find there’s no need to cry
In this place you’ll feel
There’s no hurt or sorrow

There are ways to get there
If you care enough for the living ♪
Make a little space
Make a better place

Heal the world
Make it a better place
For you and for me
And the entire human race
There are people dying
If you care enough for the living ♪
Make a better place
For you and for me

If you want to know why
There’s a love that cannot lie
Love is strong
It only cares of joyful giving
If we try we shall see
In this bliss we cannot feel, fear or dread
We stop existing and start living ♫

Then it feels that always
Love’s enough for us growing
Make a better world
Make a better world

Heal the world
Make it a better place
For you and for me
And the entire human race
There are people dying
If you care enough for the living ♪
Make a better place
For you and for me

And the dream we were conceived in
Will reveal a joyful face
And the world we once believed in
Will shine again in grace
Then why do we keep strangling life
Wound this earth, crucify its soul
Though it’s plain to see
This world is heavenly
Be God’s glow

We could fly so high
Let our spirits never die
In my heart
I feel you are all my brothers
Create a world with no fear
Together we’ll cry happy tears
See the nations
Turn their swords into plowshares

We could really get there
If you cared enough for the living ♫
Make a little space
To make a better place

Heal the world
Make it a better place
For you and for me
And the entire human race
There are people dying
If you care enough for the living ♫
Make a better place
For you and for me

Heal the world
Make it a better place
(Oh, my friends)
For you and for me
And the entire human race
There are people dying
If you care enough for the living ♪
Make a better place
For you and for me

You and for me
You and for me

Heal the world we live in
Save it for our children "♪♪

Per il video cliccare qui

 

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categoria:pensieri, canzoni, digressioni
27/06/2009

C'è un'espressione idiomatica veronese, mooolto veronese, che dice:«Ti te vol ovo, galina e cul caldo». Si riferisce chiaramente a chi ha grosse pretese e non si accontenta mai. Scommetto che ci vedono così. I parenti mai contenti. Quelli che però si prendono solo tranvate. Che magari fanno battaglie alla Don Chisciotte, tra le tante, vedi integrazioni alle rette. Vedi istituzioni che per intervenire con provvedimenti non dev' esserci "danno erariale". Che per intervenire deve trattarsi di derelitti senza famiglia, anche se la società è cambiata e cambierà ancora.
C'é un'altra forma idiomatica, degli Indiani d'America (molto più saggi di noi veronesi baldanzosi) che fa:«Provare a stare nei mocassini dell'altro».

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categoria:flash, lessico, normative
25/06/2009

Apprendo dalla newsletter della Family Caregiver Alliance che l'associazione Alzheimer inglese ha reso disponibile in rete il rapporto "Prepared to Care" . Dai dati raccolti emerge che la formazione di chi opera a contatto con i malati lascia a desiderare. Alla base il deleterio convincimento che la formazione specialistica non sia necessaria per fornire sostegno alle persone con demenza, malattia complessa che invece richiede empatia e competenze ad alti livelli.

[Continua...]

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categoria:articoli, alzheimer e internet, alzheimer iniziative
25/06/2009
Corriere della Sera.it
MILANO - Anche se il detto mens sana in corpore sano è noto da secoli, la connessione tra mente e salute del corpo è più forte di quello che si potrebbe immaginare. Uno studio pubblicato sulla rivista Brain, Behavior and Immunity dimostra come la nostra capacità di resistere alle malattie infiammatorie e allo stress sia collegata non solo al genere e all’etnia, ma anche alla nostra Leggi ancora...
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categoria:
20/06/2009
Sono iscritta a qualche newsletter di associazioni Alzheimer americane. Mi ha colpito un aggiornamento che ho ricevuto di recente dalla Family Caregiver Alliance californiana. Conteneva un invito ad esortare i politici a non procedere al taglio dei fondi per i centri che offrono sostegno ai malati assistiti domiciliarmente. Invito con tanto di fac-simile di lettera da mandare via fax (con l’indicazione di un servizio gratuito per inviare fax multipli) e tanto di indirizzi più numeri di telefono di deputati e legislatori. In fondo alla sfilza di riferimenti, pure telefono e indirizzo mail del governatore. Nella missiva si invitavano i lorsignori della California a cooperare con le associazioni per trovare vie alternative ai tagli preventivati (che avrebbero portato all’eliminazione dei Caregiver Resource Centers), si evidenziava inoltre che l’80% dell’assistenza a lungo termine è fornita da una vera e propria workforce costituita da familiari e amici che permettono al governo di risparmiare sull’assistenza in struttura, molto più onerosa. All’appello devono aver risposto in molti se poi il budget per la sopravvivenza dell’associazione non è stato eliminato. “There’s no time to waste, please act today”. Probabilmente fax a pioggia. Una protesta di massa. E hanno anche ottenuto un discreto risultato  sebbene non definitivo perché, pure là, c’è ancora da lottare molto…Vi copio e incollo l’aggiornamento della newsletter:
Current status of the budget for California's Caregiver Resource Centers
 
California lawmakers are hearing our message that eliminating funding for caregiver support services is short-sighted and ill-conceived.
 
A legislative conference committee last week rejected the proposal to eliminate Caregiver Resource Centers, including Family Caregiver Alliance
, from the 2009 - 2010 state budget. This was the original proposal that Governor Schwarzenegger put forth.
 
Instead, the committee voted to retain $7 million dollars for the statewide system. Although down from an already reduced $10.5 million in 2008-2009, we are heartened to have the program's value recognized by the budget committee members.
 
In this dismal economic year, this is encouraging news, but there is still a long fight ahead to the final budget.  Now the budget goes to final negotiations and vote in the legislature and then to the Governor for signature.  The Governor has authority to take out or reduce further any of these programs.  We ask you to continue sending your powerful messages that educate the governor and legislators about how your everyday care responsibilites--and your life--would be affected if support from Family Caregiver Alliance
were to stop.   
 
In
California, family caregivers contribute an estimated $48 billion in unpaid healthcare services to the frail and elderly.
 You need and deserve the support programs that help save the state untold millions of dollars in nursing home and emergency room costs that would devastate Medi-Cal.
 
Proven services from the Caregiver Resource Centers alone delay nursing home placement by six to nine months. Other support services that were retained but cut back are adult day health centers, Alzheimer's Disease Research Centers, In-Home Supportive Services (IHHS), MSSP and more.
 
It makes no sense to cut these cost-effective programs. Please continue telling your personal stories to the legislature and the governor. They MUST understand the impact of eliminating or drastically reducing these valuable programs.
Contact Governor Schwarzenegger at:
***********
 
 
 
Certo che quest’iniziativa fa riflettere. Oltreoceano contattano direttamente ed esortano a farlo senza farsi tanti problemi. Legislatore, you’ve got mail. Vogliono tagliare le associazioni? Si va dritti alla fonte, senza timori reverenziali. E piovono i fax. Da noi secondo me non sarebbe così immediata la promozione di un’iniziativa del genere. Sarà che gli anglosassoni hanno uno spirito diverso e non temono la Rete come noi latini, fruitori diffidenti di qualunque servizio/mezzo non implicante interazione faccia-a-faccia. (Non c'è da stupirsi se persino i giovani  di casa nostra quanto a conoscenze informatiche sono un passo indietro rispetto ai coetanei europei). Sarà che in America la mail si usa anche per chieder lo zucchero al vicino, mentre da noi si sta pensando a come risolvere il problema dei blog troppo chiacchierini. Il fatto è che  fax e mail spediti a profusione in Italia non ce li vedo.
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categoria:pensieri, alzheimer e internet
18/06/2009

Ogni volta che mando in rete un post mi chiedo se sarà quello che mi farà rientrare nel guscio e disattivare il blog... Lo Speaker's Corner che mi sono creata su misura. Scrivo sempre con la sensazione sotterranea, inibente e sgradevole, di essere in qualche modo una sovversiva. Perché mi permetto di parlare, con nome e cognome là sopra, di una realtà sommersa che mi riguarda: l'inferno Alzheimer. E mi permetto di dire che con i malati anche i caregiver sono abbandonati, nonostante   producano ricchezza e siano loro stessi una ricchezza. Scrivo da quasi quattro anni e non mi pento di niente. Però ho sempre quella paurina, quella strana ansia che a quanto pare non é per niente immotivata. Non mi deriva da un distorto senso di colpa, intendiamoci bene. Il sentirmi carbonara, a rischio di sanzioni, é uno stato d'animo che afferisce più alla solitudine donchisciottesca che alla preoccupazione per possibili contromisure. Perché soli lo siamo proprio davvero se addirittura ci parlano di galera. E io in galera un po' ci sarei già stata. Durante gli anni più belli della mia giovinezza, ai domiciliari. Non per un reato penalmente perseguibile ma per assistere mia madre. Da sola con mio padre.Tra le pareti domestiche e con le nostre forze. Fin che non ce l'abbiamo più fatta. Certo é stato formativo il percorso ma avrei preferito poter contare su qualcuno, o qualcosa. Ce l'ho ben presente la privacy, nessuno ne conosce l'importanza quanto me. Anche se scrivo in un blog. Specialmente perché scrivo e ne scrivo in un blog.
Mi chiedo se nei Paesi anglosassoni potrebbe passare un emendamento di questo genere. Se potrebbe passare in Inghilterra, la patria della democrazia moderna. Dove in Hyde Park puoi salire su una sedia e predicare, gridare ai passanti nientemeno che il tuo pensiero.  Non ci resta che l'espatrio.
Copio e incollo un testo che da un po' gira in rete e appunto riguarda la questione dei blog silurabili:
"L’attacco finale alla democrazia è iniziato! Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo.
E’ in gioco davvero la democrazia!
Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l’obbligo di denuncia per i medicidei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC), è stato introdotto l‘articolo 50-bis, “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet“. Iltesto la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l’articolo è diventato il nr. 60. Anche se il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della “Casta” che non vuole scollarsi dal potere.

In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero. Il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’ apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge? Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l’informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l’unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto?
Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che vede un’impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d’interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.
Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l’Italia come la Cina e la Birmania.
Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico.
Fate girare questa notizia il più possibile. E’ ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani."


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categoria:pensieri, articoli, alzheimer e internet
05/06/2009

Ho ancora la forza che serve a camminare,
picchiare ancora contro per non lasciarmi stare
ho ancora quella forza che ti serve
quando dici: "Si comincia !"

E ho ancora la forza di guardarmi attorno
mischiando le parole con due pacchetti al giorno,
di farmi trovar lì da chi mi vuole
sempre nella mia camicia...

Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
e al mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo...

Ho ancora la forza di starvi a raccontare
le mie storie di sempre, di come posso amare,
di tutti quegli sbagli che per un
motivo o l'altro so rifare...

E ho ancora la forza di chiedere anche scusa
o di incazzarmi ancora con la coscienza offesa,
di dirvi che comunque la mia parte
ve la posso garantire...

Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
nel mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo...

Ho ancora la forza di non tirarmi indietro,
di scegliermi la vita masticando ogni metro,
di far la conta degli amici andati e dire:
" Ci vediam più tardi ..."

E ho ancora la forza di scegliere parole
per gioco, per il gusto di potermi sfogare
perché, che piaccia o no, è capitato
che sia quello che so fare...

Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
col mondo sono andato
e col mondo son tornato sempre vivo...
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categoria:canzoni
05/06/2009

Ho la cassetta delle lettere che straripa. Però leggo sempre tutto, non cestino mai a priori. E neanche riattacco. L'altro giorno ha persino "chiamato" Casini. Ridurre il gap tra alte sfere e cittadino, presumo la campagna si basi su questo. La telefonata-propaganda mi fa tornare in mente che a 18 anni mi son fatta intortare e ho votato DC. Poi con la crescita ho cominciato a votare Verdi, poi qualche volta DS, qualche volta comunisti, qualche volta Forza Italia. Poi ho cominciato a non votare proprio. La firma e il voto, mi sono detta, sono i miei unici poteri, perché devo darli via a buon mercato turandomi pure il naso. E poi con la parola, a modo mio e in piccolo, partecipo lo stesso anche se sono out. Paradossalmente. Senza dover dar fiducia a voi che non mi rappresentate per niente e non volete saperne di Alzheimer o di malattie croniche gravi. Sfogliando gli opuscoli si capisce subito, le priorità sono  altre, mica la società che invecchia. Si va dalle quote latte alle case popolari, dal rimpatrio di chi delinque ad un'Europa dalle radici cristiane senza la Turchia. Evviva i prodotti nostrani, le tradizioni e le culture locali. Poi ci sono le fonti rinnovabili, la tutela del paesaggio, gli spazi per la socializzazione, asili nido e più attenzione ai disabili. Il che mi andrebbe anche bene, tuttavia oltre quel limite non si osa. Nessuno parla di volersi impegnare per una legislazione diversa, per dei nuclei protetti, per cure palliative sia in ospedale che in casa di riposo, per il finanziamento della ricerca sulle demenze, per l'assistenza notturna ospedaliera, per prevedere forme pensionistiche per caregiver, per un'assistenza domiciliare veramente alternativa al ricovero in strutture generiche. "Spazi per la socializzazione"...Il massimo di proposta  che ho trovato. Socializziamo che ci passa, allora. 
In queste circostanze propagandistiche, ad esempio,  nessuno la tira fuori la faccenda delle integrazioni alle rette per le case di riposo.  Eppure si tratta di un tira-e-molla che in realtà dura da anni con tanto di interrogazioni, (anche se stando ai recenti titoli dei quotidiani locali si aveva l'impressione di una cosa ormai fatta, risolta da Natale a Santo Stefano...Invece approfondendo, si scopre che non é così, i cittadini devono imbarcarsi in una causa per vedere affermato un diritto e chissà con quali tempi ed esiti). 
Però, anche se non andrò a votarlo, uno un po' m'è piaciuto...Quello che vuole potenziare il trasporto pubblico "per una mobilità moderna ed europea". Ecco si, magari. È da sempre che avrei voglia di andarmene via prendendo la metro, ve l'ho già detto. Chissà che non si possa fruire del servizio anche qui, un giorno.
E mettere gli striscioni come quando arrivò il metano :-))

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categoria:pensieri, normative
28/05/2009
Segnalo comunicato stampa. Dalla newsletter di Cittadinanzattiva.
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categoria:flash
23/05/2009

...Teniamo bene a mente la vicenda di questo spot, censurato nel 2002 per vilipendio...Che se é ancora visionabile è proprio grazie alla rete. Non dimentichiamo chi dimentica, no.

 

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categoria:pensieri, normative, alzheimer iniziative
17/05/2009

Non simpatizzo per nessun partito ma condivido quest'iniziativa.

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categoria:
13/05/2009
Mi sono sempre chiesta, da familiare, quindi senza la competenza tecnica per entrare più incisivamente nel merito della questione, come mai ci sia una sorta di deferenza di fronte ai parametri regionali. Perché è così che percepisco la cosa. Come un atteggiamento che va oltre l’osservanza, l’adempienza rigorosa. Trovo vi sia una certa soggezione. È sotto gli occhi di tutti noi lo scollamento tra norme e realtà. Norme che sembrano più a tutela di chi gestisce che di chi è gestito e si sente in ogni caso “scoperto”, per quanto l’assistenza quotidiana in struttura possa essere conforme al parametro. Potenziali contenziosi a valle che dipendono da lacune profondissime a monte. Ma allora, perché avverto questo timore reverenziale? Se si sfonda una porta aperta affermando che non è la conformità a dover essere messa in discussione, ma proprio tutto un impianto legislativo, perché ho comunque questa sensazione? Non capisco come mai un insieme di regole, teoricamente volte a garantire un livello di assistenza minimo/accettabile, debba considerarsi un Sancta Sanctorum a cui é impossibile porre mano senza danneggiare i ricoverati. Una revisione significherebbe infatti sconfigurare l’inquadramento del malato, con perdita di punteggio, aumento di costi e paradossale inadeguamento della qualità assistenziale. Diciamolo a chi legifera, allora. E qui mi viene il dubbio. Si tratta di disinformazione da alte sfere o di mancanza di stanziamenti? E a quali criteri ci si attiene per partorire leggi che siano aderenti alla realtà? Spero non al «minutaggio», ossia ai tempi medi calcolati per ogni prestazione. Se è così, dobbiamo dirlo anche alle tavole rotonde dell’informazione alle famiglie, quando i conferenzieri con schemi e grafici alla mano ci parlano della società che invecchia senza ricambio generazionale, senza risorse e nuove leve disponibili….Dobbiamo dirlo ai volontari che raccolgono speranzosi il cinque per mille, perché se i presupposti sono questi, tra vent’anni, la nuova ondata di malati di demenza prevista statisticamente finirà per far chiudere le strutture, sempre più inadeguate al crescere dei bisogni. Io figlia unica e senza eredi, a sessant’anni con l'Alzheimer finirò dove? Dritta in discarica?
Assistiti domiciliarmente, sì lo sappiamo che sarebbe l’ideale, certo. Se il tipo di malattia lo avesse permesso, avrei tenuto volentieri a casa mia madre e non sarei qui a scrivere di questo. E dico un’altra cosa. Quando mia nonna novantenne rimase per quattro anni allettata e assistita in casa, i pannoloni gratis ancora non c’erano. Perché probabilmente anche i pannoloni gratis sono stati unaconquista”. Di fronte alla cui ipotesi, all’epoca, ci sarà stata senz’altro una prevalenza di scettici/guardinghi anti-novità (il termine tecnico è «misoneisti»). Come accade per tutte le innovazioni.
La logica del “non–ci-si-può-fare-niente-ed-è-così” la conosco bene perché ha permeato tutta la mia vita ed è una logica malata. Che attecchisce e sviluppa dove c’è fragilità. L’ho scoperto quando ho iniziato a curarmi e a sentirmi bene. Mi son dovuta ammalare per imparare che non sono sempre legnate in testa, che si può anche star meglio, che il fatalismo è sommamente deleterio (e conveniente per chi ne é fuori), e soprattutto che c'è sempre qualcosa di fattibile. Altro che filosofia del non-ci-si-può-far-niente.
E non tirateci sempre fuori il burn-out, per la miseria. I familiari lo sono da e per tutta la vita in burn-out, accidenti. Oppure il solito discorso dei costi che per noi aumenterebbero se gli standard cambiassero.
Ho trovato degli ulteriori spunti di riflessione in questo articolo interessantissimo. La domanda nasce spontanea. Su quali riferimenti realistici si fondano dei parametri che prevedono, in una struttura ospitante non autosufficienti, la presenza di un operatore sociosanitario ogni 2,4 anziani? Perché il rapporto di 1 a 2,4 non è calcolato per turno ma sulle presenze totali nell’arco della giornata in relazione al numero complessivo dei malati. O non ho ancora capito bene io, o si tratta di un aspetto nebuloso.
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categoria:pensieri, articoli, normative, case di riposo
12/05/2009
Minutaggio: calcolo dei tempi medi richiesti da una prestazione sanitaria o sociosanitaria.
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categoria:glossario, lessico
12/05/2009
Vorrei abitare in una megalopoli, per poter prendere la metro e viaggiare da un capo all’altro della città come niente fosse, a qualsiasi ora. Senza cannocchiali che mi seguono puntati dietro tendine a paravento di una curiosità paesana. Quando faccio orari insoliti. No signore mie, ho cambiato solo orario, non è successo niente, no. Sapete, la mia mamma si difende ancora, come anch’io del resto. Mi difendo ancora. Ma un giorno, si, farò un bel trasloco. Via da qua. Oltreoceano, oltralpe, altrove. Perché voglio prendere la metro. Sfuggire a controlli e controllori. Chissenefrega se sarà nella Terra dell’Individualismo sfrenato, se tanto qui certe singolarità della vita sono proprio tutte tue. Ehi-bella,ma-chi-ti-pare-di-essere-che-fai-la-vittimizzata,-gli-altri-con-la-stessa-storia-tua-non-fanno-tutto-sto’-casino,sai? E io voglio prendere la metro. La metro multietnica. Multirazziale. Che è democratica come le malattie, che ha un’utenza eterogenea come gli abitanti del mondo. Nel mondo. Anche se è pericoloso per una single, specie di sera.
Il fatto è che non ho più paura di niente e single ho capito che non è un handicap. Oh accidenti, si che  la farei di gusto conversazione là, se vivessi oltreoceano, oltremanica, oltre. I wish I could. Delle gran chiacchierate. Magari. Sul tempo, sul prezzo delle carote e delle patate, fino ai massimi sistemi. Su qualunque cosa, esclusi i soliti argomenti di qua, tipicamente padano-veneti. Del resto sono figlia di emigrati in Svizzera. Non si sfugge al DNA. Alla voglia di fuggire. O di costruire. Voglio prendere la metro perché son privilegiata.
«Privilegiata» è un termine che mi riporta a un’infuocata, indimenticabile discussione che ebbi una volta con un mio parente. Forse perché le donne non dovrebbero studiare troppo ed essere più funzionali, accomodanti. Se non lo sono, è perché han studiato per niente. Non gli chiesi se volesse fare a cambio con me. Di certo non conosceva il significato del termine «wandering». Sapere che vuol dire è un privilegio. Le differenze son privilegi, se vuoi un mondo livellato come una comune socialista.
Ogni volta che mi capita di vedere qualche malato in preda alla frenesia del marciatore, non riesco a non ripensare alla mia giovinezza. Quando l’Alzheimer decideva per me. In parte lo sta facendo ancora, tuttavia ho imparato a difendermi. Anche se non basta ancora per la normalità. Ma sto divagando, torniamo al tema. Il peregrinare. I malati di demenza, lo sapete, nelle prime fasi camminano instancabilmente. Quotidiane maratone di New York domestiche. Oppure Vie Crucis su e giù per le scale, se rallenta un po’ il passo. Giornate, nottate. Quelli di fuori non ne sapevano niente, ne sentivano solo le descrizioni. Perché ci sono anche quegli altri di marciatori, quelli che macinano kilometri di pettegolezzi. Appoggi extra-pareti-domestiche zero. Una volta a settimana al centro sociale, nel cuore delle curiosità. Necessario per poter respirare. «Sei una privilegiata». Forse lo sono davvero, perché nonostante tutto mi permetto. Mi permetto di dire che il privilegio è di chi, senza neanche accorgersene, ha accanto madri, mogli, sorelle, amanti, donne che fanno da filtro nelle situazioni roventi. Io ho avuto e ho ancora "solo" mio papà. Io e mio papà, mio papà e io. Per anni. Non ho mai supplicato, non ho mai scongiurato. Chissà, forse sarà per questo che sono privilegiata. E un giorno prenderò quella metro.
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08/05/2009

Altri articoli sempre sulla stessa questione della differenza da non pagare. Questo di qualche giorno fa su "l'Arena":
Mercoledì 06 Maggio 2009 CRONACA Pagina 13
ASSISTENZA AGLI ANZIANI. Vertice in Provincia sulla riscossione dei contributi nelle strutture
«Le rette illegittime
non vanno pagate»

I familiari dei lungodegenti incontrano l’assessore Tezza «Chi ha già pagato può chiedere la restituzione dei soldi»
«I familiari degli ospiti non autosufficienti ricoverati in strutture di lungodegenza non sono tenuti né a esibire la propria dichiarazione dei redditi, né a versare contributi aggiuntivi alla pensione del paziente e all’eventuale indennità d’accompagnamento». Quindi? «Quindi non pagate più rette illegittime e informate il Comune di eventuali richieste, senza peraltro temere alcun tipo di ritorsione: i degenti non possono essere messi alla porta, poiché le strutture incorrerebbero in una denuncia per abbandono di incapace. Chi avesse già pagato, può recuperare gli importi versati ricorrendo se necessario al gratuito patrocinio legale previsto dalla Costituzione ed è stata predisposta dalle associazioni una lettera di disdetta per interrompere l’illegittima integrazione della retta da parte dei familiari dell’ospite». L’invito arriva dalle associazioni dei familiari dei pazienti, riunite per l’occasione in Provincia.
Nel 2004 l’allora consigliere Flavio Tosi definiva in una sua interpellanza l’intenzione dell’amministrazione Zanotto di riscuotere i contributi dei parenti degli ospiti delle lungode genze «un’iniqua imposizione a carico dei soccombenti (quasi un’estorsione legalizzata) e un indebito arricchimento del Comune a danno dei privati cittadini».
È quanto emerge dall’iniziativa di alcune associazioni sui diritti dei malati cronici non autosufficienti, ricoverati nelle strutture residenziali extra ospedaliere, che ieri mattina si sono ritrovate numerosissime in Provincia con l’assessore alle Politiche sociali, Maria Luisa Tezza. Un monitoraggio del rapporto fra fondi erogati ed assistenza fornita, in effetti, rivela un quadro definito «preoccupante».
Nel 2007 l’as! sessore regionale alle Politiche sociali ha erogato 454 milioni di euro per assistere anziani non autosufficienti residenti nelle case di riposo ed altrettanti milioni, per un totale di 908 milioni, sono stati sborsati dagli ospiti e dai loro familiari. A fronte di queste cifre pazzesche, cos’hanno ricevuto i degenti? Meno di 3 ore al giorno di assistenza. Per l’esattezza, 2 ore al giorno di assistenza generica, 26 minuti di infermieristica, cinque minuti di medica, cinque minuti di fisioterapica ed altri cinque di animazione. Gli ospiti sono anziani, ma anche malati di Alzheimer e di sclerosi laterale amiotrofica, o degenti psichiatrici.
La posizione della giurisprudenza, in merito alla partecipazione economica dei familiari degli ospiti, è ora chiarissima anche in Veneto. Sono i Comuni a dover pagare, ma non di tasca propria. Esiste infatti un fondo statale, che viene erogato dalle Regioni, al quale devono attingere i Comuni. L’iniziativa, che si sta coordinando anche con le altre province venete, ha visto la partecipazione di Guglielmo Brusco, assessore alla Sanità della Provincia di Rovigo, Maria Teresa Filippozzi, presidente dell’Associazione Adave, Giulio Segato, presidente della Società mutuo soccorso Porta Palio, Giovanni Avanzini, presidente di Anziani in rete e la consulente legale Stefania Cerasoli.

Oppure questo qua.
Come familiare dico solo una cosa, trovo sia ingiusto illudersi, per cui non mi entusiasmo. Considerato poi che, nel caso di persone sole, quindi senza un reddito familiare su cui far calcoli, da sempre ci si è rivalsi sull'immobile di proprietà, mi chiedo che senso abbia farsi citare in giudizio. E al momento, con il carico emotivo che mi comporta l'aver assistito e assistere ancora mia madre, non è certo una causa ciò di cui avrei bisogno. A mio modo di vedere, si dovrebbe piuttosto insistere sull'urgenza di un chiarimento legislativo, in modo che l'ambiguità giuridica che sta a monte di tutto ciò non si trascini da una legislatura all'altra come invece é accaduto...


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02/05/2009

 

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01/05/2009

C'é che la veridicità di una notizia per me è scontata. Se ha lo status di notizia, mi dico, sarà perché è valida. Forse perché ho un gran bisogno di certezze. Di certezze matematiche. Non di ulteriori dubbi. Non di disquisizioni giuridiche ancora da dirimere. Se il comma tale vada interpretato così o cosà. E soprattutto ho un gran bisogno di non starci in mezzo al così e al cosà. Nutrendomi di aspettative. Perché già è angosciante abbastanza  com'é. Niente aggiunte. Ho bisogno di certezze e per questo è da un pezzo che non vado più a votare. Anche quest'anno non sono motivata ad andarci. Sono solo un cane sciolto. E al massimo mi mordo la coda.

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categoria:pensieri, normative, commenti ad articoli
28/04/2009

A proposito di Comuni a corto di liquidi ed impossibilitati ad applicare i decreti legislativi, sono andata a curiosare un po' qui, il portale della Regione. Dico subito che, per come la capisco, qua «una tantum» non é sinonimo di «aventi diritto». È più sinonimo di «per spiantati» oppure «indigenti». E siccome la dignità è una cosa importante, se la legge mi riconosce, da più parti, lo status di titolare di diritto, il concetto é diverso. Molto diverso. Perchè le leggi in teoria vigenti sono per prevenirla l'indigenza, per agevolare chi è già in situazioni di per se stesse disagiate, a causa della malattia e della mancanza di sostegno. In modo che non si ci arrivi all'emarginazione. Perchè la cronicità, cari signori, non dovrebbe attenere agli interventi di "straordinaria amministrazione". Quindi lo status di spiantata non mi sta bene, se già ci sono due decreti legislativi che mi tutelano. Non é orgoglio, é decenza.

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categoria:normative, case di riposo
27/04/2009

Ci sono informazioni alle quali non viene dato il risalto che meriterebbero. Eppure riguardano ingiustizie sociali bell'e buone, che perdurano nel tempo. Mi riferisco nello specifico all'argomento, tutt'altro che nuovo, trattato in un articolo capitatomi tra le mani oggi, per puro caso. Non credo di fare sovversione se ve ne riporto qualche stralcio...Dal quotidiano "l'Arena" di lunedi 27 apile 2009:


"Non pagate la differenza in casa di riposo. L'integrazione della retta spetta per legge ai Comuni". Dare immediata disdetta e non pagare più le integrazioni economiche alle rette per il ricovero degli anziani non autosufficienti, malati cronici, accertati dall'Ulss e ricoverati in strutture residenziali extraospedaliere convenzionate con la Regione Veneto. È questo l'invito che le associazioni di tutela degli anziani (Società di Mutuo Soccorso di Porta Palio, ADAVE-Associazione difesa anziani veneti, Anziani veneti in rete), insieme ai familiari degli ospiti delle Case di riposo e Rsa veronesi rivolgono ai parenti (figli, nipoti, fratelli e sorelle dei malati anziani cronici) costretti ad integrare personalmente, con grandi sacrifici, le quote per l'assistenza prestata permanentemente all'interno di tali strutture ai propri cari. L'indicazione é emersa al termine dell'incontro dai toni decisamente "caldi" che si è svolto l'altro giorno nella sede della Società di Mutuo Soccorso [...] Sono [...] centinaia le persone, ormai esasperate, che vivono con angoscia questa delicata e annosa problematica socio-assistenziale legata all'infermità dei propri cari. Presenti all'incontro anche i consiglieri regionali del PD, Franco Bonfante, e dell'Italia dei Valori, Gustavo Franchetto che hanno espresso la loro solidarietà alle famiglie e si sono impegnati ad appoggiare politicamente l'azione di rivalsa, con iniziative che saranno promosse in sede regionale. La complessa questione [...] ha visto pronunciarsi a favore delle richieste dei parenti e delle associazioni anche il difensore civico della Regione, avvocato Vittorio Bottoli. Un ulteriore esplicito invito in tale direzione é giunto il 9 aprile dall'assessore provinciale alla Sanità di Rovigo, Guglielmo Brusco. «L'articolo 6 comma 4 della legge 328/2000recita testualmente: Per i soggetti per i quali si renda necessario il ricovero stabilito presso strutture residenziali, Il comune nel quale essi hanno la residenza prima del ricovero, previamente informato, assume gli obblighi connessi all'eventuale integrazione economica». "L'articolo 3 comma 2 ter del dl 130/2000", prosegue l'assessore rodigino, "a proposito di persone con handicap grave e ultrasessantacinquenni non autosufficienti accertati dall'Ulss, ricoverati in strutture convenzionate con la regione, dice chiaramente che la situazione economica da evidenziare é solo quella dell'assistito". [...]«Siamo di fronte ad un evidente abuso», precisa Maria Teresa Filippozzi, portavoce di ADAVE, «perchè i familiari non possono essere obbligati a compartecipare alle spese per l'assistenza di malati cronici che sono a totale carico del Sistema sanitario nazionale. Le integrazioni possono essere perciò disdette senza paura che i propri cari non autosufficienti possano essere dimessi: sarebbe un inammissibile abbandono di incapace»[. . .]. «Se i Comuni non hanno i soldi», precisa il presidente di Anziani Veneti in rete, Giovanni Avanzini, «devono farseli dare dalla Regione e non lasciare che i cittadini, solo perché ignorano i loro diritti, continuino a pagare. Va anzi precisato che chi ha illegittimamente pagato avrebbe addirittura diritto al rimborso delle spese sostenute» [. . .].

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categoria:pensieri, articoli, normative, case di riposo, commenti ad articoli
26/04/2009

...E poi ci sono "gli altri Alzheimer",  che si raccontano o sono raccontati da chi li cura. Ho appena finito di leggere il libro della Dottoressa Capsicum, "Il Pescatore e altre oziose storie", scaricabile da qui . È semplicemente bellissimo, più che profondermi in mille commenti credo sia più utile consigliarvene la lettura.
(Dunque non è vero, la pratica medica non implica necessariamente distacco da ciò che è umano. La "medicina narrativa" è un vero e proprio genere letterario, che nasce da un bisogno di empatia. Da un bisogno di andare oltre).

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categoria:film e libri
24/04/2009

Ringrazio la mia amica Appasionata per l' apprezzamento, mi ha fatto molto piacere. Tuttavia preferirei infrangere "la regola dei 7", prevista per l'assegnazione di questo attestato di stima, e girarlo a tutti i miei amici blogger, già linkati qui a sinistra. Grazie!

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categoria:flash
21/04/2009
Giro in tondo. E di nuovo al punto di partenza mi chiedo cos’altro ancora. Quali altre maniche mi dovrei rimboccare. Quale altro apporto mi potrebbe essere richiesto o sarebbe da parte mia doveroso. Se davvero potrebbe servire a qualcosa, dato il quadro generale. Che altro ancora? Oltre ad esternare quanto di più personale ci possa essere, oltre ad offrire in pasto al mondo i miei pensieri denudati. Pensieri su una realtà che, chi ha classe, chi ha stile, tiene più elegantemente per sé. Perché mai sbandierarli ai quattro venti. Niente vittimismi, tocca a chi ce l’ha e anche altri hanno la stessa malattia, mica sei esclusivista. A volte mi viene forte la tentazione di tornare ad essere silenziosa, discretissima quasi al limite dell’inesistenza, com’ero una volta. Off-line in tutti i sensi. Rientrare nella dimensione del guscio privato, più comoda per me e anche per gli altri. Il tempo libero dedicarlo solo alle cose belle, ai gatti, ai cazzi miei. Niente più elucubrazioni pubbliche, niente più outing, niente più soddisfazioni ai curiosi. Fanculo l’impegno virtuale. Fanculo la sensibilizzazione. Cercare solo spazi per sentirmi bene.
 Di concetti reiterati son stufa, di quanto non c’è verso di far cambiare e di come tutto sia sempre al di sotto delle possibilità son stufa, degli opuscoli informativi ero stufa già da prima. Mi son messa a raccontare da me quello che non sentivo abbastanza raccontato o “rappresentato”. Tutta questa rappresentatività continuo a non vederla, e sarà così finché si riterrà un progresso quella solita, ripetitiva informazione che in realtà funge da surrogato di battaglie che nessuno veramente conduce. Non ho mai creduto all’utilità delle raccolte di fondi occasionali. Serviranno forse a migliorare l’immagine una tantum ma non a fare le grosse cifre, non a dare quel fortissimo, energico impulso per il quale si dovrebbero puntare i piedi di brutto. Almeno per la ricerca. Almeno.
Non mi sento rappresentata da nessuno perciò me la suono e me la canto, col grido di mia madre in sottofondo. Chiaro che giro in circolo, circolo vizioso. Forse farei meglio a darmi all’hobbistica. Però, però. Però per fortuna, nonostante il girotondo, capita che poi rientri in me stessa. Per concludere, a mente più fredda, che mollare il blog sarebbe ratificare l’opinione di chi considera più dignitoso il silenzio. Darla vinta a coloro che in realtà ti vogliono debole, fragile davanti a una tragedia tutta tua, silente per definizione e demandata per convenienza. Allora è proprio questo che devo fare, mi sa. Il cane sciolto che si racconta, pur consapevole di rincorrersi la coda.
Così dietrofront, non c’è niente da togliere. Lascio fuori tutto, gli alti, i bassi, gli sfoghi, le contraddizioni. E anche lo slang.
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categoria:pensieri
20/04/2009
Segnalo articolo su "l'Espresso", i farmaci low cost.
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categoria:articoli
12/04/2009

De Andrè: [...] Anime Salve, che trae il suo significato dall’ origine, dall’ etimologia delle due parole " Anime salve", vuol dire Spiriti Solitari è una specie di elogio della solitudine, si sa non tutti se la possono permettere, non se la possono permettere i vecchi, non se la possono permettere i malati, non se la può permettere il politico.
Un politico solitario è un politico fottuto di solito.
Però... sostanzialmente quando si può rimanere soli con se stessi io credo che si riesca ad avere più facilmente contatto con il circostante. Il circostante non è fatto soltanto dei nostri simili, direi che è fatto di tutto l’ universo, dalla foglia che spunta di notte in un campo fino alle stelle … e...ci si riesce ad accordare meglio con questo circostante, si riesce a pensare meglio ai propri problemi, credo addirittura che si riesca a trovare anche delle migliori soluzioni e siccome siamo simili ai nostri simili, credo si possano trovare soluzioni anche per gli altri.
Con questo non voglio fare nessun “panegirico” nè dell’ anacoretismo o del romitaggio, non è che si debba fare gli eremiti o gli anacoreti, é che ho constatato attraverso la mia esperienza di vita, ed è stata una vita, non é che dimostro di avere la mia età attraverso la carta d’ idendità, credo d’ averla vissuta, mi son reso conto che un uomo solo non mi ha mai fatto paura. Invece l’ uomo organizzato mi ha sempre fatto molta paura...

 

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categoria:pensieri, canzoni, digressioni
11/04/2009
arcobaleno
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11/04/2009
Aaaaaaaaaaaah, aaaaaaaaaah... Venerdi Santo con il solito grido, lo stesso di tutti gli altri, quasi quotidiani, venerdi santi. Quando poi si calma e s'addormenta immediatamente dopo la messa a letto, la vedo troppo rilassata e mi preoccupo per l'eccessiva tranquillità, anche se a prima la preferisco così. 
Alti e bassi emotivi di questo genere. La guardo e penso che della Croce non le manchi proprio niente. Il Capo straziato dalle ferite, interne, il Costato. Il forte grido. Anche se il suo é continuo. Può durare intere giornate. Senza poter sapere perché.
Solamente da pochi anni ho deciso di non far finta che nella mia vita tutto vada bene e mi dico che avrei dovuto cominciare a gridare anch'io. Molti anni fa. Magari l'avessi fatto, magari avessi preso a calci porte, rovesciato tavoli. Ebbene si, sono stanca di sentirmi in stand-by. Impotente e in stand-by per il mondo intero, quando nel mondo intero nessuno ci starebbe in stand-by per me, o con me. Non mi son guardata allo specchio per anni, l'avessi fatto sarei corsa a curarmi. 
È stato tutto un azzittirmi e  soprattutto un autoazzittirmi. Per questo adesso scrivo logorroico.
Azzittire l'istinto materno ad esempio. Farmelo passare. Quando in realtà grida. Ha sempre gridato. Tanto che nel periodo degli accertamenti, in ambulatorio quella domanda mi sfuggì, incontenibile, pur non avendo compagni accanto né prospettive di  niente. Sorprendendomi del suo prorompere, perché mi credevo pacificata . "Si, ma bisogna pianificare", fu l'ovvia risposta. «Pianificare» é sempre stato un verbo stronzissimo per me, perché l'indole della pianificatrice in realtà ce l’avrei da sempre. E anche se tecnicamente non ho raggiunto ancora i limiti d’età, «pianificare» presuppone i  tempi lunghi della costruzione. I-tem-pi-lun-ghi-del-la-co-stru-zio-ne. Mi viene da scandire la frase lentamente, come se questo servisse a qualcosa.
Alle mamme piaccio molto. Mi fanno i complimenti per la costanza. Già. In me non vedono una tipa problematica, che non pianifica, ma una badante esperta, senza contributi. E io i loro complimenti non li voglio, perché il loro concetto distorto di santità non mi appartiene per niente. Perché avrei preferito la normalità. (Non sembrerebbe, ma ne esistono ancora di matrone con questa logica e il figlio scapolo da maritare☺….!) Sarei proprio perfetta. Colf, badante, compagna remissiva e fedele. Peccato che mi frulli in testa il trasferimento, se non l’espatrio. Peccato per la mia passione per l’inglese, per la fame di libri e di culture che non conosco. Signora, meglio il convento che il suo principino, monaca di Monza alla rovescia piuttosto. Continui pure ad allevarsi il suo piccolo e a fargli da regina madre.
In compenso ci sono gli animali, meno male. Non fosse che persino gli uccellini nidificano. Depongono uova che poi si schiuderanno. I gatti, da sempre miei grandi amici, invece fanno cucciolate di 4 o di 6. In natura è previsto. Mi sa che un bel giorno metterò su un rifugio per quadrupedi abbandonati, così risolverò una volta per tutte il problema affettivo. Curando gioiose cucciolate. Pulizia, alimentazione, antipulci, spazzolate, veterinari. Come certe single d’altri tempi, ritenute sciroccate in quanto amanti di libri e animali. Compagni così fedeli, così discreti.


 
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categoria:pensieri
06/04/2009

...E siccome non sto ferma al mio posto, continuo ad informarmi per darmi le risposte che cerco. Raccogliendo, archiviando, leggendo. Ad esempio questa pubblicazione in rete, che ho trovato illuminante, esaustiva. Anche coraggiosa. Ve ne consiglio la lettura.

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categoria:articoli, normative, case di riposo, alzheimer iniziative