In questi giorni sarei tentata di spedirne un'altra, alla vecchia maniera e quindi per niente, un'ennesima letterina che mi sta frullando in testa ma che non ho affatto voglia di tradurre in burocratese. Perchè c'è che son stufa. Di segnalare cortesemente a cortesi attenzioni, quando invece dovrei essere furibonda e non neutralmente, innocuamente "assertiva" (in termini di psicologia). E perchè tra un impeto di furore represso e l'altro non riesco a non chiedermi come mai si taglino i fondi per la supervisione di uno specialista come ad esempio il neurologo. Laddove ci sono malati con patologie neurodegenerative. Non pretendo un monitoraggio stretto, ormai sono educata e formata a non pretendere. Però una valutazione periodica (o almeno una tantum) non mi sembra un surplus da tagliare...In un contesto di questo genere. Anche se si tratta di stadio avanzato. Soprattutto perchè si tratta di stadio avanzato. Le cure palliative sono o dovrebbero essere queste. Per giunta introdotte da quel decreto legge approvato di recente alla Camera. E che si fa? Si tolgono i fondi per il neurologo?
Non l'ho ancora raggiunta la saggezza della rassegnazione, la pace del buon senso e del senso comune, come si converrebbe. In me c'è sempre quel ribollìo tumultuoso. Tipico della giovinezza. E da sola mi dico meno male perchè vuol dire che son viva. Da sola mi dico che, nonostante tutto, ingenua e sognante lo sono ancora, come ai tempi andati. Mi sa anche giovane, davvero molto giovane, se ancora mi vien da prender carta e penna per buttar giù e poi spedire. Alla cortese attenzione. Ho la sindrome di Peter Pan.
categoria:pensieri, normative, case di riposo, cure palliative









....E cosa mai diran i parenti...